Scopri come raggiungere un ideale equilibrio individuale, fisico ed energetico con la medicina e nutrizione funzionale

La medicina funzionale

Il proposito della Nutrizione Ideale è il raggiungimento dell’equilibrio, fisico ed energetico, dell’individuo, attraverso uno studio profondo di determinate caratteristiche, fase chiamata di TIPIZZAZIONE del paziente, e attraverso una fase di FILTRAZIONE del cibo in base al suo gruppo biologico di appartenenza, fino al raggiungimento dell’I.A.

Indice di adattabilità dell’alimento al paziente. I risultati portano al raggiungimento del peso ottimale (negli individui in sovrappeso o sottopeso), al superamento di alcune patologie legate all’ingestione di determinati alimenti, ad un livello energetico superiore.

La moderna medicina allopatica è in grado di trattare efficacemente la maggior parte delle malattie acute, ma non riporta analoghi successi, in termini di guarigione, nelle malattie croniche.

I punti cruciali sono nell’eziologia della malattia e nell’approccio terapeutico relativo. Nella medicina classica i pazienti affetti da patologie croniche sono assoggettati a terapie farmacologiche per decenni.

Vive ormai una popolazione composta da una prevalenza di malati cronici. I malati cronici hanno ignorato sempre le classiche norme igieniche raccomandate, e si rivolgono spesso alla medicina “alternativa” dopo anni di terapie farmacologiche soppressive che hanno annullato le loro potenzialità di autoguarigione.

Rendendo difficile l’efficacia terapeutica delle metodiche naturali… ne decretano la loro “inefficacia”.

Test bioelettronici impedenziometrici e alimentazione appropriata alla base dell’efficacia nella cura delle malattie croniche

I principi della MEDICINA FUNZIONALE

  • Valutazione dell’energia biologica dei sistemi
  • Utilizzo delle tecniche di regolazione bioelettronica come mezzo diagnostico e terapeutico delle fasi precliniche
  • Studio dei foci o focolai, come causa scatenante della patologia cronica
  • Alimentazione appropriata

Test Bioelettronici Impedenziometrici

La impedenziometria è una metodica conosciuta ed utilizzata da molto tempo nella diagnostica medica. Sarebbe più corretto chiamarla bio-impedenziometria, quando essa viene applicata ad un organismo vivente.

I campi di applicazione sono molto ampi. Si basa sulla misurazione della resistenza elettrica (bio-impedenza o bio-resistenza) del corpo umano, o di parte di esso, al passaggio di una corrente elettrica, a bassa intensità ma a frequenza altissima. La metodica, non invasiva e di facile esecuzione, sfrutta le proprietà bioelettriche dei tessuti viventi di condurre stimolazioni elettriche.

IndaginI diagnostiche impedenziometriche

  • B.I.A. (Body Impedance Analisys)esame della composizione corporea utilizzando 4 elettrodiE’ lo studio della composizione corporea del corpo umano, divisa nei 3 compartimenti: massa grassa, massa magra, acqua. La metodica sfrutta il principio secondo il quale la massa priva di grasso, FFM (Free Fat Mass), o massa magra, contiene la maggior parte di acqua ed elettroliti dell’organismo, ed è quindi un buon conduttore di corrente; mentre la massa grassa, FM (Fat Mass), pressoché priva di acqua, la conduce molto poco.Il corpo umano viene quindi paragonato ad un conduttore elettrico e, durante la misurazione, quando viene attraversato da una corrente sinusoidale a basso voltaggio (inferiore agli 800 microampere, ben al di sotto della soglia di sensibilità) e alta frequenza (50 KHz) produce un ostacolo al suo passaggio, che viene definito come impedenza (Z).
  • E.I.S. (Elettrosomatogramma)check-up completo dei sistemi e delle funzioni utilizzando 6 elettrodiTramite queste stimolazioni elettriche si entra in contatto con la matrice extracellulare, e questo ha fatto elaborare strumenti sempre più raffinati per indagare la trasmissione dell’impulso in zone particolari del corpo umano e la loro interpretazione diagnostica. L’ultima generazione di queste apparecchiature è rappresentata dall’ EIS o Electro Interstitial Scan (Scansione elettro-interstiziale) o Elettrosomatogramma.L’elettrosomatogramma è la misura dell’intensità di 22 volumi e della concentrazione ionica del liquido interstiziale dell’organismo, per mezzo di 6 elettrodi, posti sulla testa, sulle mani, e sui piedi. Il liquido interstiziale è il vero mezzo interno, dove si effettuano tutti gli scambi tra plasma e cellule.

    Accanto ai sistemi vascolare, linfatico e nervoso, questa sembra essere la quarta via di comunicazione (o di informazione); esso rappresenta il 16% del peso corporeo.

    Questo tipo di impedenziometria permette, quindi, di analizzare il liquido intercellulare o interstiziale, che riflette, a sua volta, l’attività mitocondriale cellulare e l’attività enzimatica dei diversi organi che partecipano alla regolazione delle costanti biologiche.

    L’apparecchio riproduce una corrente sinusoidale alternata a 600 μA di voltaggio e di 50 KHz – 1 MHz di frequenza. Il punto di forza della metodica sta nel software che elabora i dati ricevuti, riuscendo così a dedurre e ad elaborare un modello diagnostico virtuale, ma molto attendibile.

  • E.A.V. (Elettro Agopuntura secondo Voll o Organometria Funzionale)analisi dei punti-organo utilizzando il puntale di misurazioneAvvalorato da numerosi lavori scientifici in ambito universitario, si sta ormai diffondendo da diversi decenni l’utilizzo di queste misurazioni impedenziometriche in determinate zone sensibili del corpo, che possono essere messe in relazione con disordini di organi o apparati.Queste zone sensibili, a bassa impedenza, sono chiamate LSIP – LOW SKIN IMPEDANCE POINTS. Nei lavori universitari si è dimostrata la concordanza tra le zone LSIP e i punti e meridiani di agopuntura.

    La specificità e attendibilità di tale confronto è stata altissima, dal 73% al 97%. Questi risultati rendono grande merito alla geniale intuizione avuta negli anni ’50 dal precursore della metodica, conosciuta come Elettroagopuntura, il dott. Reihnold Voll.

    Profondo conoscitore dell’Agopuntura cinese, Voll “misurò” per primo i punti dei meridiani descrivendone il percorso.Tramite la misurazione di tali punti è possibile arrivare a diagnosi deduttive sullo stato di salute, e confrontare le misurazioni rilevate con alcune frequenze di riferimento, per ottenere diagnosi specifiche.

    La metodica è di estrema utilità nello stabilire l’esatta eziologia del problema del paziente; misurando alcuni LSIP particolari, si riesce ad identificare la presenza dei foci, o focolai, la porta di ingresso delle tossine che hanno provocato lo squilibrio, valutare la loro carica patogena, e stabilire la terapia più adatta in quel momento.

    Lo studio delle cosiddette MALATTIE FOCALI era uno dei cardini della Medicina prima dell’avvento degli antibiotici, ora è stata abbandonata dalla medicina ufficiale. La bonifica dei foci attivi è però uno dei cardini della terapia delle malattie croniche.

Alimentazione appropriata

Esistono ormai centinaia di autori che sbandierano la loro formula magica nel campo della nutrizione e della dietologia.

L’errore concettuale è quello di studiare l’alimento (fuori dall’organismo, in laboratorio), e il modo di cucinarlo, più salutare e meno calorico, senza valutare l’individuo che lo mangerà.

La Nutrizione Ideale si propone uno studio dell’individuo, delle sue caratteristiche biochimiche, immunologiche e metaboliche. Una volta capite le peculiarità del paziente si cerca l’alimento più adatto, elaborando menù più confacenti con le sue attività lavorative e sportive.

Iniezioni di fattori di crescita e infiltrazioni di prodotti naturali alla base dell’efficacia della mesoterapia e delle terapie iniettive

Le Terapie Iniettive

Le terapie farmacologiche, naturali o di sintesi, hanno una azione sistemica e generalizzata a tutto l’organismo, rivolta a creare un equilibrio tra i vari organi e sistemi. A volte occorre integrare simili terapie con un’azione più energica, localizzata nella zona dove si svolge la patologia del soggetto.

La Mesoterapia

La “Mesoterapia” fa la sua prima comparsa ufficiale il 4 Giugno 1958 sulla Presse Medicale per la firma del Dr. Michel Pistor che n’è stato l’iniziatore, che ha impostato la sistematizzazione del metodo e che ha ideato e costruito anche gli strumenti idonei alla sua attuazione, i multiiniettori.
La Mesoterapia è caratterizzata quindi dai seguenti aspetti:

  • tecnica iniettiva;
  • iniezioni a livello del mesoderma;
  • intervento locale e non a distanza;
  • iniezioni molteplici;
  • dosi minime;
  • azione riflessoterapica (microtraumi);
  • azione farmacodinamica specifica.

La Mesoterapia è l’iniezione intradermica distrettuale di un insieme di farmaci in piccole dosi su di una determinata zona della cute, attraverso aghi sottili lunghi più o meno 4 mm, applicati a multiniettori che possono avere da 3 a 18 aghi o con ago singolo.
La Mesoterapia è indicata per il trattamento delle seguenti patologie:

  • adiposità locali e cellulite o pannicolopatia edemato-fibrosclerotica (PEFS);
  • biostimolazione e ringiovanimento cutaneo del volto;
  • insufficienza veno-linfatica;
  • piccola traumatologia;
  • osteo-artro-reumopatie;
  • adiposità distrettuali.

Con la Mesoterapia s’interviene quindi localmente e non a distanza dalla lesione e si praticano tante piccole iniezioni ciascuna con dosi minime di farmaco ottenendo cosi diversi risultati:

  • certezza che il farmaco arrivi nella zona malata;
  • maggiore rapidità con cui il farmaco raggiunge la zona malata ed inizia la sua specifica attività;
  • minore quantità e minore concentrazione di farmaco che occorre impiegare con conseguente notevolissimo innalzamento dell’indice terapeutico;
  • maggior concentrazione locale di farmaco ottenuta pur con dosi minime;
  • maggiore durata della azione farmacologica;
  • assenza di ogni rischio di coinvolgimento di parti sane in un trattamento per esse non necessario o che per esse può addirittura rivelarsi nocivo.

La scelta del farmaco da iniettare è una prerogativa del medico, che si basa sulla patologia e sulla sensibilità del paziente.

Infiltrazioni Prodotti Naturali
Iniezioni di fattori di crescita

La Terapia del Dolore
Mentre la classica fisioterapia rivolge la propria attività alla riabilitazione del soggetto e al ripristino delle sue normali attività, la terapia del dolore si presta ad eliminare la componente dolorosa, e possibilmente la sua causa, che impedisce la normale procedura riabilitativa.