Dolori addominali funzionali in età pediatrica: cause, sintomi e diagnosi secondo i Criteri di Roma IV
I dolori addominali funzionali in età pediatrica rappresentano una delle condizioni più frequenti nella pratica clinica. Per intensità e ricorrenza sono spesso motivo di forte preoccupazione per bambini e genitori. È importante sottolineare che, non essendo causati da una malattia organica, non compromettono la salute del bambino.
Definizione di dolori addominali ricorrenti (DAR)
Secondo la storica definizione del 1958 del pediatra inglese John Apley, i dolori addominali ricorrenti (DAR) sono caratterizzati dalla presenza di almeno 3 episodi di mal di pancia in un periodo di 3 mesi, con intensità tale da interferire con le normali attività quotidiane.
Si tratta di un disturbo molto comune, con una prevalenza globale di circa il 14%, più frequente:
- Nel sesso femminile
- Tra i 4 e i 6 anni
- Durante l’adolescenza
Fortunatamente solo il 5-10% dei casi è legato a una causa organica identificabile. Nel 90-95% dei bambini il dolore è di natura funzionale.
Disturbi funzionali gastrointestinali (DFGI)
I dolori addominali funzionali rientrano nei disturbi funzionali gastrointestinali (DFGI), definiti secondo i criteri internazionali della Rome Foundation attraverso i Criteri di Roma IV.
I DFGI comprendono condizioni caratterizzate da sintomi gastrointestinali persistenti o ricorrenti in assenza di anomalie strutturali o biochimiche. Questo significa che anche eseguendo numerosi accertamenti, non si identifica una causa organica.
Asse cervello-intestino e ruolo del microbiota
La causa precisa dei dolori addominali funzionali non è completamente nota. Le evidenze più recenti evidenziano il ruolo centrale dell’interazione tra cervello e intestino.
Oggi si parla di asse “cervello-microbiota-intestino”, sottolineando l’importanza del microbiota intestinale nella modulazione del dolore e dell’infiammazione.
Molti bambini con dolore addominale funzionale sono scrupolosi, responsabili, brillanti a scuola o nello sport. Questo può esporli a pressioni e aspettative elevate, favorendo ansia o stress. Anche cambiamenti familiari, come la nascita di un fratellino, possono rappresentare fattori scatenanti.
Un elemento tipico è che il bambino dorme serenamente durante la notte: quando “la testa dorme”, anche la pancia riposa.
Il modello biopsicosociale e l’ipersensibilità viscerale
Attualmente il meccanismo più accreditato è il modello biopsicosociale, secondo cui su una predisposizione genetica intervengono:
- Eventi medici lievi (es. infiammazione mucosale di basso grado)
- Fattori psicologici (stress, ansia, traumi precoci)
- Fattori familiari
Questi elementi possono determinare una condizione definita ipersensibilità viscerale, cioè una riduzione della soglia del dolore intestinale: il bambino percepisce dolore anche in risposta a stimoli minimi.
Diagnosi del dolore addominale funzionale nel bambino
Le attuali linee guida internazionali stabiliscono che la diagnosi deve basarsi su:
- Anamnesi accurata
- Esame obiettivo completo
- Applicazione dei Criteri di Roma IV
La diagnosi deve essere posta “in positivo” e non per esclusione.
Il medico deve escludere la presenza di segni di allarme come:
- Perdita di peso o scarso accrescimento
- Febbre persistente
- Sanguinamento intestinale
- Familiarità per patologie gastrointestinali organiche
In assenza di tali segni, non sono indicati esami invasivi.
Possono essere utili esami di base come:
- Emocromo
- PCR (Proteina C Reattiva)
- Esame urine
- Screening per Celiachia
Il principio guida resta quello ippocratico: primum non nocere.
Bios Prevention: centro di riferimento a Roma per la prevenzione pediatrica
Presso Bios Prevention, centro di eccellenza a Roma per la prevenzione e la diagnostica specialistica, il bambino con dolori addominali funzionali viene valutato con un approccio clinico rigoroso e multidisciplinare.
Attraverso:
- Visite pediatriche specialistiche
- Diagnostica di laboratorio mirata
- Percorsi di screening personalizzati
- Approccio centrato sulla famiglia
Bios Prevention garantisce una valutazione accurata, evita esami inutili e offre un percorso basato sulle più aggiornate evidenze scientifiche internazionali.
La prevenzione, quando è strutturata e consapevole, rappresenta il primo strumento di tutela della salute del bambino.
