Reflusso gastro-esofageo

Reflusso gastro-esofageo

Reflusso gastro-esofageo (RGE) e malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE)

Il reflusso gastro-esofageo (RGE) è il passaggio involontario del contenuto gastrico nell’esofago, con o senza rigurgito e vomito.
È un fenomeno fisiologico comune che può verificarsi più volte al giorno in neonati sani, bambini e adulti.

Nella maggior parte dei soggetti sani, gli episodi di RGE hanno una durata inferiore ai 3 minuti e si manifestano prevalentemente nel periodo post-prandiale, causando pochi o nessun sintomo.

La malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) è presente quando il reflusso del contenuto gastrico determina sintomi persistenti e fastidiosi e/o complicanze cliniche, rendendo necessario un approfondimento diagnostico.

Dimensione del problema

Molti genitori si rivolgono al pediatra perché il rigurgito è frequente nei primi mesi di vita. Questo comportamento, tuttavia, non implica necessariamente la presenza di una patologia.

Diventa quindi fondamentale:

  • definire correttamente RGE e MRGE;
  • comprendere i percorsi diagnostici più appropriati;
  • scegliere terapie mirate e proporzionate al quadro clinico.

RGE o MRGE? Come distinguerli

Il punto cruciale nella gestione del reflusso gastro-esofageo è distinguere tra RGE fisiologico e MRGE patologica.
La variabilità delle manifestazioni cliniche, la difficoltà di riconoscere i segnali di allarme e la scarsa aderenza alle linee guida possono rappresentare fattori confondenti nella diagnosi e nel trattamento del reflusso nel bambino.

Il rischio del fai da te

Una gestione non corretta del reflusso e della MRGE può dipendere sia dai genitori sia dagli operatori sanitari.
Spesso il genitore ricerca informazioni e rimedi in autonomia, affidandosi a fonti non sempre controllate o scientificamente validate.

Punti chiave per una corretta gestione

  1. valutazione clinica accurata di segni e sintomi;
  2. identificazione dei pazienti a maggior rischio di MRGE;
  3. corrette indicazioni agli esami diagnostici;
  4. uso di farmaci appropriati per età, gravità e sicurezza;
  5. conoscenza, monitoraggio e trattamento delle complicanze.