Chimica Clinica, Immunometria, Sierologia

Chimica Clinica, Immunometria, Sierologia a Roma Talenti

Chimica Clinica

Chimica Clinica: ramo della Medicina di laboratorio dedicata allo studio di alterazioni biochimiche patologiche.

L’effettuazione di determinate diagnostiche, anche di routine, su liquidi biologici si determinano attraverso l’applicazione di tecniche analitiche chimico-strumentali e chimiche immunologiche.

Il parametro oggetto della misura, il livello di precisione e l’unità di misura utilizzata si evince naturalmente dal referto.

I valori sono in seguito comparati con gli intervalli ritenuti fisiologici.

Attraverso l’anamnesi, l’esame obiettivo ed eventuali ulteriori controlli specialistici, forniranno al medico la possibilità di effettuare una diagnosi patologica.

I continui ed innegabili progressi tecnologici e contestualmente una richiesta estremamente più performante, rendono i Laboratori di Analisi Chimico Cliniche un’area della Sanità sempre in continua evoluzione.

Analiti di nuova generazione, sono stati introdotti sia come risultato della ricerca eziopatogenetica di malattie che dello sviluppo di nuovi approcci analitici.

Scoperte, come ad esempio ”Anticorpi Monoclonali” di G. Koehler e C. Milstein o PCR da parte di K.B. Mullis, in questi ultimi trent’anni sono senza ombra di dubbio le più importanti novità scientifiche in campo laboratoristico.

Determinazioni immunologiche, diversificate metodologie di Biologia Molecolare che sono quotidianamente in campo clinico non sarebbero state possibili senza queste straordinarie scoperte.

Le indagini di laboratorio sono degli efficacissimi test (qualitativi e quantitativi) per diagnosticare e monitorizzare eventuali situazioni di predisposizioni ad eventuali stati di malattia. Un ruolo assolutamente fondamentale e preciso nell’ambito dell’iter diagnostico.

In particolar modo  possono certamente influenzare un processo decisionale clinico. Il 60-70% delle decisioni più importanti per quanto riguarda i ricoveri, le dimissioni e le terapie sono basate principalmente su risultati degli esami di laboratorio.

Alcune delle principali finalità per la richiesta di indagini di laboratorio.

Immunometria

Immunometria: utilizzo di tutte le tecniche dedicate ad una reazione antigene-anticorpo per determinare la concentrazione di un dato analita. Lo scopo è quello di individuare un particolare anticorpo, utilizzando l’antigene contro cui è diretto tale anticorpo, il quale andrà a legarsi con quest’ultimo, se presente.

Altresì, specularmente, si può utilizzare un particolare anticorpo per rivelare l’antigene incognito. La grandissima versatilità delle tecniche immunoenzimatiche è data proprio da questa intercambiabilità di antigeni e anticorpi come legandi e come rivelatori

Proprio questa presenza del complesso antigene-anticorpo così formatosi che particolari procedure rendono visibile, è indice della presenza dell’anticorpo, o dell’antigene, cercato.

Peculiarietà dei test immunoenzimatici (sigla: EIA – Enzyme Immuno Assay) è sostanzialmente quella di sfruttare in modo accoppiato una reazione immunologica (legame antigene-anticorpo) per legare selettivamente la molecola ricercata, e una reazione enzimatica per produrre un segnale colorato facilmente misurabile a occhio o in modo quantitativo con appositi fotometri.

La specificità è assicurata dalla componente immunologica, mentre la componente enzimatica ne assicura la sensibilità analitica.

L’immunometria è lo strumento analitico elettivo, dedicato ad esempio a:

  • HBV
  • HBST
  • HCV
  • HIV
  • TORCH (Toxo IgG e IgM, CMV IgG e IgM, Rubeo IgG e IgM)
  • Ferritina
  • HCG
  • IGE totali
  • Marcatori tumorali (TPSA, FPSA, CEAS, CA 199, CA153, CA 125, AFP)
  • Ormoni riproduttivi (FSH, LH, Polattina, Progesterone, Estadiolo, Testosterone)
  • Tiroide (ATG, ATPO, FT3, FT4, TSH)
  • Vitamine (Vit D)

ELISA è un acronimo derivato dall’espressione inglese enzyme-linked immunosorbent assay (saggio immuno-assorbente legato ad un enzima). Si tratta di un versatile metodo d’analisi immunologica usato in biochimica per rilevare la presenza di una sostanza usando uno o più anticorpi ad uno dei quali è legato un enzima: tale metodica d’indagine rientra nella categoria dei test immunoenzimatici. La sostanza da rilevare può essere un antigene appartenente ad un patogeno o una molecola più piccola, chiamata aptene, come per esempio per riconoscere la presenza di steroidi. Se invece di un enzima, viene usato un radionuclide (spesso lo iodio-125) per rilevare la positività del test, si parla di RIA (dall’inglese radio-immuno assay).
Il saggio ELISA trova anche ampio uso per accertare la presenza di anticorpi contro un determinato antigene nel plasma sanguigno del paziente per accertarsi se c’è stata un’esposizione ad un determinato patogeno. Questo avviene nel test per l’HIV per accertarsi se il sistema immunitario del soggetto si è trovato a confrontare il virus dell’AIDS.
Ci sono diverse varianti del test ELISA, che si differenziano a seconda del componente che si vuole rilevare. Nel test diretto viene determinata la presenza dell’antigene, in quello indiretto, la presenza di anticorpi contro l’antigene. Il saggio può essere competitivo o non competitivo. L’ELISA non competitivo diretto si effettua secondo diverse metodiche: semplice e sandwich ELISA.

Fonte: Wikipedia

Sierologia

La Sierologia è un parte molto importante inerente la disciplina della Microbiologia, la quale spazia trasversalmente nelle sue diverse branche: Batteriologia, Virologia, Micologia e Parassitologia.

Quali sono le indagini in cui viene utilizzata? Approcci diagnostici diretti ed indiretti:

  • Gli approcci diagnostici diretti sono mirati alla ricerca e individuazione degli agenti infettivi, ovvero, batteri, virus e parassiti, in molteplici materiali biologici attraverso metodi microsopici, colturali, di biologia molecolare, spettrometria di massa e ricerca dell’antigene in vari modi.
  • L’approccio indiretto, attraverso le metodiche sierologiche permettono di ricercare nel siero la presenza di anticorpi prodotti in risposta allo stimolo generato dall’agente infettivo stesso.

Il sistema immunitario produce gli anticorpi che compaiono nel sangue con una latenza media di 10-15 giorni dal momento dell’infezione

La diagnosi sierologica è applicata quindi alla ricerca di anticorpi verso responsabili di malattie batteriche (Pertosse, Sifilide, Tifo e Salmonellosi, Brucellosi, ecc. ), virali (AIDS, Epatiti, Rosolia, Mononucleosi, Herpes, COVID-19, ecc.), da funghi (Aspergillosi, ecc.) e da parassiti (Toxoplasmosi, Malaria, ecc.).

In un test sierologico, rilevata la presenza, significa, senza ombra di dubbio che c’è stata quella specifica infezione. A tal punto il soggetto in questione può essere definito ”sieropositivo”.

IgM, IgA, IgG

Lo studio e la ricerca su queste prevalenti classi anticorpali permette sostanzialmente di datare il momento preciso dell’infezione. IgA e IgM sono veloci nella loro comparsa tendendo a scomparire piuttosto precocemente.
Diversamente le IgG compaiono pochi giorni dopo e rimangono rappresentando il “ricordo” e spesso il marcatore di immunità.

Come si svolge?

Le tecniche per cercare e quantificare la presenza di anticorpi sono così basate sull’impiego dell’antigene specifico nei confronti del quale si vogliono cercare.
All’antigene, posto con diverse modalità: provetta, pozzetto, vetrino, viene aggiunto il siero del paziente e se, fra i vari anticorpi presenti ci sono anche quelli ricercati, questi si legano allo specifico antigene in una cosiddetta reazione Antigene-Anticorpo.
Sono diversi sistemi rilevatori che certificano l’avvenuta reazione evidenziata e in numerosi casi quantificata:

L’avvenuta reazione viene evidenziata, e in molti casi anche quantificata, con diversi sistemi rivelatori quali:

  • Agglutinazione (AG);
  • Emoagglutinazione (IHE);
  • Fissazione del Complemento (FC);
  • Precipitazione (P);
  • Radioimmunologiche (RIA);
  • Immunofluorescenza (IF);
  • Immunoenzimatiche (EIA, ELISA);
  • Chemiluminescenza (CLIA, ECLIA, ecc. ).